Re: Chi ha paura del software

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Re: Chi ha paura del software

Carlo Madella
Intervengo da ignorante (diro` spesso cosi`, se riusciro` a farmi vivo).

> WINDOWS E' IL SOLO CHE SIA VULNERABILE AI VIRUS.
> (ok, aggiungiamo pure MacOS...)
> Non mi sembra una cosa da poco!

Questo e` un aspetto su cui io NON insisterei proprio. Non sono affatto
convinto che Linux sia invulnerabile, e la rubrica "insecurity news" di
"Linux & C" mi pare che mi dia ragione. Certo, e` un bel po' meglio di
Windows anche in questo senso, ma non facciamone un dio. Io penso che,
se si diffondesse molto, verrebbe preso di mira dai produttori di virus
anche lui.

Per contro mi sembrerebbe opportuno sottolineare le ragioni culturali
dell'alta vulnerabilita` di Windows: gli utenti dei moderni computer
"devono" avere la pappa scodellata in tutti i sensi (secondo me,
spesso anche la presunta creativita` e` prefabbricata); per realizzare
questo i programmi di qualunque provenienza devono essere onnipotenti
e avere carta bianca dal sistema.

Ciao
     Carlo



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Re: Chi ha paura del software

Massimiliano Ghilardi
On Sun, 24 Jun 2001, Carlo Madella wrote:

>Intervengo da ignorante (diro` spesso cosi`, se riusciro` a farmi vivo).
>
>> WINDOWS E' IL SOLO CHE SIA VULNERABILE AI VIRUS.
>> (ok, aggiungiamo pure MacOS...)
>> Non mi sembra una cosa da poco!
>
>Questo e` un aspetto su cui io NON insisterei proprio. Non sono affatto
>convinto che Linux sia invulnerabile, e la rubrica "insecurity news" di
>"Linux & C" mi pare che mi dia ragione. Certo, e` un bel po' meglio di
>Windows anche in questo senso, ma non facciamone un dio. Io penso che,
>se si diffondesse molto, verrebbe preso di mira dai produttori di virus
>anche lui.

Non e' la stessa cosa. Scusa se ripeto cose arcinote, ma perche' un virus
possa fare cio' che vuole su un sistema Linux (o in generale, Unix) deve
ottenere in qualche modo i privilegi di root: essere eseguito come comune
utente da' ben pochi poteri. Ottenere tali privilegi normalmente e' possibile
solo sfruttando bachi del sistema o buchi di sicurezza.
Ed entrambi POSSONO ESSERE e SONO sistematicamente rimossi, e informare gli
autori affinche' i bachi vengano rimossi e' proprio una delle cose a cui
servono i siti che si occupano di sicurezza.

Su Windows (NT a parte) invece OGNI programma gira col massimo dei privilegi e
non c'e' modo di impedirgli di compiere azioni dannose. Percio' non e'
possibile immunizzare Windows dai virus (gli antivirus sono un ben misero
palliativo).

Per assurdo, se i produttori di virus prendessero di mira Linux, ne deriverebbe
si' un danno a breve termine (che potrebbe, se abbastanza grande, mettere in
dubbio la crescente fiducia nei confronti di Linux), ma a lungo termine non
credo proprio riuscirebbero a infestare i sistemi Linux di virus per il motivo
appena esposto.

>Per contro mi sembrerebbe opportuno sottolineare le ragioni culturali
>dell'alta vulnerabilita` di Windows: gli utenti dei moderni computer
>"devono" avere la pappa scodellata in tutti i sensi (secondo me,
>spesso anche la presunta creativita` e` prefabbricata); per realizzare
>questo i programmi di qualunque provenienza devono essere onnipotenti
>e avere carta bianca dal sistema.

Questo e' un punto molto interessante. I PC sono di per se' oggetti molto
complessi, cosi' come i sistemi operativi. Semplificarne l'uso fino al livello
di "pappa scodellata" significa solo nasconderne la complessita' sotto una
facciata semplice e rassicurante, ma appena accade un imprevisto, arriva
l'inquietante e incomprensibile -- almeno per l'utente medio -- messaggio di
errore (schermata blu, segmentation fault, o qualunque equivalente) che
dimostra quanto si trattasse solo di una facciata.

Rendere piu' consapevoli e preparati gli utenti di computer sarebbe una gran
bella cosa, ma dalla (poca) esperienza che ho, molte persone che usano il PC
sono diffidenti e timorose non appena devono uscire dalla sfera delle quattro
cose che ci sanno fare su.

>Ciao
>     Carlo


Ciao,

                        Massimiliano Ghilardi





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Re: Chi ha paura del software

Andrea Rizzi
Alle 10:13, lunedì 25 giugno 2001, hai scritto:
>
> Rendere piu' consapevoli e preparati gli utenti di computer sarebbe una
> gran bella cosa, ma dalla (poca) esperienza che ho, molte persone che usano
> il PC sono diffidenti e timorose non appena devono uscire dalla sfera delle
> quattro cose che ci sanno fare su.

Non credo che si possa dire che un sistema operativo che non tutti possono
imparare ad utilizzare sia "un bene". E' inutile dire che chiunque puo'
imparare perché sicuramente mia madre o mia nonna non andrebbero molto
lontano con una shell e con le mistiche righe magiche del perl.
Quindi avere un'interffaccia utente semplice e facile da utilizzre è secondo
me un bene (per questo il mio "impegno" per KDE). Purtroppo per quanto
l'interfaccia alla windows non sia la migliore possibile, essendo questa uno
standard di fatto, se si vuole rendere linux accessibile a tutti bisogna
cercare di non allontanarsi troppo dallo standard.

Faccio un paragone un po' campato in aria:
Quando vi vendono un automobile l'interfaccia utente e' un volante,un freno
una frizione,un acceleratore un cambio etc...
Nessuno vi mette in mano i tubi e le valvole e tutto quello che c'e' nel
motore, l'utente medio ha poche regolazioni che pero' permettono di usare
bene la macchina.
L'utente esperto se vuole puo' aprire il cofano regolare il minimo, cambiare
un pezzo o l'altro, ottimizzare la carburazione etc...
In questo modo le cose funzionano bene sia per chi vuole utilizzare "a fondo"
sia per chi non vuole o NON PUO' "approfondire".
Inoltre nel momento in cui io creo una nuova macchina l'interfaccia che
fornisco al mio utente e sempre la stessa, anche se non mi piace, anche se
penso che l'interfaccia "alla Ford" non sia la migliore. Non mi sogno di
mettere il freno al posto dell'acceleratore ed il volante al posto della leva
del cambio.

Ora una differenza grossa tra Linux e Windows e' che il primo ti permette di
"aprire il cofano" l'altro no.
Sappiamo tutti quali sono i vantaggi "nell'aprire il cofano" (non solo per
chi lo apre ma anche per chi lo tiene sempre chiuso), in termini di
miglioramento del "motore", nel mondo Linux/OpenSource rispetto a winzozzo.

Questo pero' non toglie che per "l'utente medio" dover aprire il cofano per
accendere il motore è e resta una cosa non solo "fastidiosa" ma in certi casi
impossibile (vedi mamma e nonna).

Quindi la "pappa scodellata" non è a priori "un male". Il problema sorge
quando la versione Fisher-Price del sistema operativo è l'unica possibile
(vedi M$) e visibile all'utente.

Ciao
Andrea

P.S.
Questa mail e' un po' off-topic ma mi sembrava necessario precisare che
promuovere Linux non vuol dire "rifiutare" le GUI.

--
Registered Linux User No.71426  |     ***  KDE Project  ***
        Andrea Rizzi            |  http://www.kde.org/
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        [hidden email]           |  Italian translations coordinator



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Re: Chi ha paura del software

Antonio Messina
On Mon, Jun 25, 2001 at 02:22:56PM +0200, Andrea Rizzi wrote:
> P.S.
> Questa mail e' un po' off-topic ma mi sembrava necessario precisare che
> promuovere Linux non vuol dire "rifiutare" le GUI.

Si', ed infatti io avevo risposto in privato, ma forse potrebbe essere una
buona idea mettere su una mailing list in cui questi discorsi siano In
Topic, non vi pare? Dopotutto il server per ora si sta solo grattando la
pancia ;)

ciao
        Antonio

--
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